#vitamia

Che amarezza!

Ancora una volta non rispondi al telefono e ti cambiano perché dicono appunto che non sei disponibile, che non hai preso a cuore la persona, i suoi problemi.

Posso allora dire che non avete capito il periodo che stiamo passando e a cosa siamo sottoposti noi operatori sanitari.

Se in quel momento avevo il telefono staccato o comunque silenzioso o si artava la segreteria, era perché forse stavo recuperando un po’ del mio cervello. Forse ve lo devo ribadire e dovete capire che anche noi siamo umani e che è impossibile rispondere ventiquattr’ore su 24.

Quando io rispondo devo essere lucida devo capire cosa mi state dicendo: non stiamo parlando del sugo o del tempo ma stiamo parlando della persona, della salute della persona e quindi io devo essere in forma quando vi rispondo altrimenti ne viene meno del mio lavoro e della vostra salute!

#vitamia

Le nostre #giornate durante la #pandemia tra mail con indicazioni impiegatizie e amministrative. Tra positivi impazienti, messaggi, segreteria telefonica, telefonate e pazienti positivi che arrivano in ambulatorio 😩(ho disinfettato tutto). Clicca qui, clicca la, libera i pazienti, guarda su guarda giù, gira a dx e gira a dx, fai la giravolta,

Cosa mi fa venire in mente?
Ah si: LA BELLA LAVANDERINA

“La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
per i poveretti della città.
Fai un salto, fanne un altro,
fai la giravolta, falla un’altra volta.
Guarda in su, guarda in giù,
dai un bacio a chi vuoi tu.
La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
li mette ad asciugare qui e là.
Fai un salto, fanne un altro,
fai la riverenza, fai la penitenza.
Guarda in su, guarda in giù,
dai un bacio a chi vuoi tu.
La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
coglie un fiore per il suo papà.
Fai un salto, fanne un altro,
fai la giravolta, falla un’altra volta.
Guarda in su, guarda in giù,
dai un bacio a chi vuoi tu.”

Ho perso 😣 di vista cosa devo fare e cosa sia il mio lavoro, la mia vocazione, i miei sogni, la mia passione, la mia empatia.
Ho perso di vista voi, miei cari pazienti che ora avete solo la necessità del famoso pass e non vi importa più della vostra salute, della vostra prevenzione, del vostro benessere, della vostra anima, del vostro cuore e soprattutto del vostro essere migliori.
Dove siete? Cosa pensate?
Niente, siete sordi al richiamo del vivere, al richiamo del giusto, del rispetto, dell’essere uomini e dell’essere umani!
Avete perso l’occasione di migliorare, di creare una società e di mostrarvi sapienti, motivati e rigenerativi.

#vitamia

Finalmente oggi si parla di azitromicina.
L’avete voluta in tutte le salse come prendete l’augmentin per qualsiasi cosa.

D’altronde è ciò che leggete e ciò che vi dicono: ma poi mi chiedo cosa leggete e chi ascoltate?
È un infezione virale e non batterica.
È ovvio che se poi sopraggiungono complicanze si provvederà alla terapia dovuta.
Parlate tanto di vigile attesa e vi lamentate di questa vigile attesa ma l’antibiotico terapia non si assume per prevenire, si assume per curare.

Bravi continuate cosi!
Poi io devo “litigare” per affermare ciò che devo e posso fare e ciò che no: il mio fare, il mio dovere, il mio lavoro non è ciò che dicono gli altri e ne ciò che voglio io, ma ciò che deriva da competenza e da studi comprovati e approvati!
Mi dispiace leggere persone che ricordano articoli chiamati in causa per affermare le proprie idee e tesi.

È proprio vero che i social hanno dato voce ai “poveri cristi”

#vitamia

  1. Concediti delle pause: la vita è una sola e non dev’essere per forza piena di lavoro, impegni e sacrifici.
  2. Rigenera il corpo e la mente: ogni mese, bastano anche piccole azioni per ritrovare l’armonia.
  3. Mangia sano: la nostra vita frenetica ci porta, a volte, a non dare il giusto peso a ciò che mangiamo. Ci ritroviamo a volte a mangiare cibi confezionati o già pronti, per velocizzare i pasti.
  4. Goditi l’aria aperta: molti di noi sono chiusi quasi tutto l’anno in azienda per lavorare.
  5. Godiamoci la Natura e usciamo a fare attività come trekking, cicloturismo o qualsiasi altra attività ti venga in mente!
  6. Assapora il silenzio: in un mondo fatto di caos, ogni tanto tutti hanno bisogno di ascoltare la quiete e ritrovare il proprio equilibrio. Ascoltiamo il canto degli uccellini.
  7. Rilassati: concediamoci una coccola ogni tanto. Non dobbiamo aspettare sempre che ci coccolino gli altri: coccoliamoci noi.
    Buoni propositi per il nuovo anno

Eppure durante questa pandemia non ho visto altro che aggressività e pretese. Forse eravamo abituati troppo bene e il dover modificare le nostre abitudini, i nostri modi ha creato seri problemi in molte persone.

Per quanto riguarda il lavoro c’è chi dice cosa dobbiamo o non dobbiamo fare perché ha letto questo e quello. Molti leggono solo a metà e non capiscono ciò che è scritto e fanno una libera interpretazione.

Si legge i medici, il suo medico, deve fare e qui ci si ferma e si fa la richiesta e si pretende senza considerare che c’è sempre un decreto che stabilisce i modi e i tempi dell’azione, l’adesione e la partecipazione del professionista.

È diventato stancante il dover gestire queste persone. Si sprecano tante energie che dovrebbero essere dirette alle azioni primarie del nostro lavoro: curare, ascoltare e rilasciare il consulto che ci viene richiesto.

Personalmente non mi pongo alcun problema a continuare a svolgere il mio lavoro, a dare il servizio e non essere al servizio delle persone, come ho sempre fatto. All’inizio della pandemia abbiamo dato tanto e personalmente molto, senza considerare i giorni festivi, ora per rispetto della mia persona mi attengo a ciò che è di mia competenza nel rispetto della convenzione che regola la nostra modalità lavorativa.

Buon Anno e speriamo bene

#vitamia

Ancora disprezzo, pretese, maleducazione e sfrontatezza nel volere insegnare il nostro lavoro e come farlo!

Non avete imparato nulla da questa pandemia e mi dispiace per voi perché durerà ancora un po’!

Troppo facile, troppo bene, troppo tutto!

Ora sembrate bambini capricciosi non educati dai loro genitori!

#vitamia

Buongiorno. Attenzione anche questo è un fake.
Purtroppo non basta leggere, bisogna saper leggere
Ed è inutile spiegare a chi non ha cultura e non può capire.
Non è che leggendo su Facebook o altro, quello che vi propinano, possiate diventare dottori o avvocati o professori.

Il virgolettato inventato ed il completo ribaltamento del suo senso:
Tucidide nell’estratto citato dice l’esatto opposto:
uno dei motivi di contagio della Peste fu proprio l’assenza di strumenti di mitigazione e distanziamento sociale.

“I medici non bastavano a causa della loro non conoscenza della malattia, visto che la curavano per la prima volta, ma proprio loro in modo particolare morivano quanto più si avvicinavano ai malati, né era d’aiuto alcuna altra arte umana.”

Noi possiamo e dobbiamo essere come Tucidide, nella nostra quotidianità: non demoralizzandoci, soprattutto per i nostri ragazzi. Seguiamo dunque i consigli che ci vengono dati per bloccare l’epidemia del coronavirus.
Vivendo in una maniera nuova, almeno nel tempo della sua incubazione, forse soffrendo inconsciamente di una nuova claustrofobia, perché la normativa ci obbliga, data l’emergenza, di seguire alcune norme consone a bloccare o per lo meno a limitare il contagio.
È sempre Tucidide a darci una ultima lezione che è sempre attuale: «Nel Peloponneso il morbo non era penetrato, almeno in maniera significativa, aveva fatto una marea di contagi, specialmente, ad Atene e poi nelle parti del territorio più densamente popolate».

Tucidide ci invita a riflettere sul nostro rapporto con la malattia e, più in generale, con la natura.
Siamo reduci da decenni in cui si è data per scontata la capacità dell’uomo di sottrarsi alle epidemie, al punto che nessuno stato occidentale si è fatto trovare pronto ad affrontarle. Ora, di botto, la natura ha fatto sentire di nuovo la sua potenza e noi percepiamo la nostra fragilità,
in modo non dissimile dagli antichi Greci.

Forse impareremo, non da Tucidide, ma da noi stessi, quanto è bella la libertà personale e di tutti gli altri.

I Greci non avevano nemmeno il concetto di cosa fosse un vaccino, noi invece siamo fiduciosi di poter sconfiggere il virus.

#vitamia

Che bello!
Oggi 17 messaggi in segreteria di cui uno si concludeva appena prima di mettere giù con un “stronza” e un altro con un bel “vaffanculo”.

Ma dopo che mi dite pure chi siete?

Abbiate almeno l’accortezza di assicurarvi che avete messo giù il telefono, così almeno non sento gli insulti.

Qualcuno dice pure che chi da fastidio vuol dire che sta facendo giusto!

La melma è ormai in superficie.

Stiamo attraversando un periodo molto triste della condizione umana e un ritorno effettivo sarà difficile.

#vitamia

E ora si parte con la seconda fascia di età: dai 70 ai 79 anni. Dal 15 marzo sono aperte le iscrizioni.
Il cittadino appartenente a questa fascia di età si può prenotare liberamente sul sito http://www.ilpiemontetivaccina.it . Spero che a casa il settantenne con la moglie ha internet e riesca a collegarsi. Invece ho avuto rimostranze di pazienti che non hanno internet. Allora su, figli o nipoti o vicini di casa, iscrivete i vostri parenti sul sito in modo che abbiano la possibilità di fare il vaccino. Invece chi è da solo come può fare?
Noi medici NON POSSIAMO ISCRIVERLI, perché nella compilazione chiedono i dati personali.
Per un paziente che ha più di 80 anni e che dovevamo inserire noi, ad esempio ho dovuto chiedere al nipote se mi dava il permesso di mettere come riferimento il suo cellulare, così suo zio ha potuto fare il vaccino.
Naturalmente è abitudine fare le pentole senza coperchi!
BUONA VITA A TUTTI E SPERIAMO BENE!

#vitamia

“Pensiamo sempre di avere tanto tempo davanti per fare questo e quello. Poi le malattie ti ricordano che forse un giorno tutto finisce e quel giorno potrebbe essere anche il giorno dopo o il mese dopo… soprattutto capisci che tutti i tuoi progetti e pensieri per il futuro svaniscono nel nulla. Soprattutto capisci che la rabbia, lo stress, la fatica, l’angoscia, l’amore, la noia, la follia… ogni sentimento è un attimo, come un respiro, come un soffio di vento e poi non c’è più nulla.
Forse che dovremmo vivere ogni giorno come fosse ultimo?
Forse che dovremmo fare tutto di corsa per non lasciarci sfuggire nulla?
Forse che dovremmo respirare tutto d’un fiato per non perdere un sospiro?
Forse che dovremmo ascoltare ogni battito per non perdere un colpo?
Forse che dovremmo imparare ad amarci, così ameremo ciò che faremo, ciò che toccheremo, ciò che ci circonda.
Ascoltando il battito, accogliendo il sospiro, fermando la corsa,
Avremo tra le mani la nostra vita.
Vedremo i nostri sogni, i nostri progetti, i nostri pensieri, noi!”
G.Rulli

#vitamia

Dopo trent’anni “Balla coi lupi” va ancora in onda. Forse è uno dei film che mi è rimasto dentro insieme a “Nuovo cinema paradiso “, in ricordo di un periodo particolare della mia vita. Era 1990 e frequentavo l’università. Quella sera tra l’altro ricordo che dietro di me sedeva il professore di patologia medica. Il giorno dopo avrei dovuto dare l’esame con lui e vederlo lì mi preoccupava che avesse potuto compromettere l’esito se si fosse ricordato della mia presenza al cinema.

Un film sognante e nello stesso tempo realistico. È stato emozionante, per la qualità del film, e nello stesso tempo “rabbiante”: la denuncia del comportamento americano nei confronti degli indigeni americani, l’invasione, l’appropriarsi e addirittura l’espropriazione dura e crudele dei loro territori è disarmante! L’amore e la vera amicizia sviluppatasi tra un uomo e un popolo sconosciuto o meglio poco compreso, è rappresentata in modo esemplare da un ottimo protagonista.