#vitamia

Stamattina ho provato una cosa indescrivibile, una sensazione mai avuta. Solo questo momento drammatico condiziona situazioni di un mai vissuto prima. 
Un mio paziente è morto per altri problemi e non era #Covid positivo. Era ormai prevedibile, le condizioni non erano buone. Per tutta la settimana, ci siamo sentiti con la moglie e le infermieri del territorio hanno pure partecipato con il loro servizio a domicilio. 
Quindi stamattina sono andata. 
È stato tremendo quando il figlio ha aperto la porta, io mascherina e guanti, non ci siamo dati nemmeno la mano. La signora era momentaneamente assente insieme alla figlia. Ho guardato il signore sistemato nel suo “letto definitivo”. 
Mentre stavo compilando i fogli e mettendo i timbri, arriva la signora. 
Parliamo a distanza di sicurezza. 
La guardavo. Faceva tanta tenerezza, piccolina ma grande per la sofferenza di tutti questi anni, per il riguardo nei confronti di suo marito e la cura della sua persona. 
La tentazione di abbracciarla, di stringere almeno la mano. 
“La distanza di sicurezza “…
Sono uscita da quella casa sconcertata e triste per il modo e l’atteggiamento che abbiamo dovuto sostenere. 

Popolo

‪Spero proprio che quando tutto sarà finito, abbiate imparato qualcosa. Avete capito che la prepotenza e la supponenza che avete usato in tutti questi anni per usufruire di servizi e Beni comuni, li ha resi inutili e inservibili e li ha defraudati. ‬

‪Ora che il sistema avrebbe dovuto essere d’aiuto a tutti noi, a voi, si svela pieno di falde e crepe! ‬

‪Purtroppo siamo ancora noi che dobbiamo con tutte le nostre forze tirarvi fuori.

Dov’è chi in questi anni vi ha illuso con veline, calciatori, sedute pomeridiane, ‬‪intrattenendovi nei fine settimane, facendovi sentire capaci e intelligenti senza nozioni e capacità intellettive, illudendovi che potevate avere tutto soltanto sbraitando? Dov’è? ‬

‪Povero popolo!‬

‪Quante queste persone morte per non aver avuto rispetto per se stessi, per non aver creduto all’allarme, per aver pensato come vi hanno aiutato a pensare in quest’ultimi anni, che anche voi sapete tutto e sapete decidere su tutto, anche su cose che non conoscete, soprattutto sulla vostra salute.

‪Asciugate le vostre lacrime, raccogliete i vostri pezzi, leccatevi le ferite. ‬

‪Ora siete insieme in casa, non dovete correre, avete la possibilità di pensare, magari di capire e chissà se riuscirete a vedere ciò che fino ad ora siete stati e cosa avete fatto. Avete la possibilità di cambiare, di modificare il corso della vostra vita, di renderla diversa. ‬

‪Avete la possibilità di scoprirvi diversi, di rendervi interessanti e migliori di quelli che fino ad ora siete stati. Avete la possibilità di cambiare anche ciò che vi circonda, intesi anche il bene e i servizi comuni. ‬

‪Cosicché quando ve ne dovete servire, saranno idonei e utilizzabili, perfetti e efficienti. Ne sarete orgogliosi e vi vanterete di esserne riusciti. ‬

‪Solo voi, avendo cura prima di voi stessi, della vostra persona, riuscirete a far gioire e fiorire la vostra vita e il mondo. ‬

#vitamia

Sono le 22.00 ormai passate e mai avrei pensato di stare qui a rispondere ai pazienti preoccupati e in ansia. Sarà difficile e complicato rasserenare gli animi.

I pazienti chiamano, mandano messaggi, mi aggiornano continuamente sul loro stato di salute. Mi chiedono come e cosa fare per lo spostamento dovuto al lavoro. Durante il giorno richiamo io perche capiscano che ci sono, che li penso.

È un momento triste veramente e abbiamo tutti paura, pure io non lo nascondo.

Accogliervi in ambulatorio con la mascherina e i guanti, sembra sentirci lontani, vedete il mio sguardo ma non il mio sorriso che magari potrebbe essere più rassicurante. Controllare anche la pressione, indossando i guanti sembra distaccarsi sempre di più.

Ci sarà un tempo migliore per tutti.

Vedrete torneremo tutti normali.

È solo un momento.

Passerà. Passerà.

Ne parleremo come fosse stato un brutto sogno. 🤞

La medicina

In questi ultimi vent’anni il sistema sanitario nazionale è stato messo all’ultimo posto, con tagli, risparmi, dirigenti politici al primo posto premiati se durante il loro mandato, riuscivano a raggiungere l’obbiettivo dato a loro. Medici presi di mira da assicurazioni e pubblicità. Medici criticati da persone che non hanno conoscenze o capacità intellettive tali da comprendere la scienza. Medici e infermieri ogni giorno si trovano a combattere e a sprecare energie, non per il loro lavoro, ma contro un comportamento sgradevole e irritativo e ostruzionistico di persone, che hanno la supponenza di conoscere e di avere le armi cognitive. Un comportamento che sfinisce e logora il personale sanitario

Ecco ora siamo al dunque!

Chiamatelo anche karma, la usate tutti i giorni queste parola, ma tutto effettivamente torna indietro!

Spero veramente che quando finirà questo periodo, abbiate rispetto per tutto il personale sanitario, per tutti noi che ogni giorno cerchiamo di venirvi incontro, di aiutarvi anche moralmente, non solo dal punto di vista sanitario.

Spero veramente che ritorni il rispetto nei nostri confronti.

Ora ci ringraziate!

Io ringrazio voi se dopo questo evento ci lascerete lavorare come si dovrebbe e ci lascerete dare il nostro meglio.

Noi medici

‪‪Stiamo attraversando un periodo particolare di questo nuovo millennio. Da tanto una malattia con maggiore contagio non si diffondeva nel mondo. Ognuno di noi come persona è impegnata a collaborare, seguendo le varie indicazioni per rallentare la progressione del contagio.

Tanti i post, ognuno si sente in dovere o in diritto di dire la propria opinione.

Una cosa che sta succedendo e sembra strano ma probabile e scontato, leggere sui social tanti post con ringraziamenti nei nostri confronti. Lodi e elogi.

Eppure noi stiamo continuando a fare il lavoro come l’abbiamo sempre fatto. Ora più di prima. Non stiamo facendo nulla di straordinario!

Eppure vi rendete conto solo ora? ‬

Siete sempre lì a criticare il nostro lavoro che non l’abbiamo a cuore che non abbiamo animo, che non siamo gentili che siamo supponenti pretenziosi. Tutti gli aggettivi più negativi li avete sempre usati nei nostri confronti.

Solo ora non ci criticate? Non arrivate con quello che leggete su internet? Non vi fate più le diagnosi da soli? Non ci denunciate? Avete paura, ora?

#vitamia

Stasera ceno presto perché oggi ho fatto un po’ tutto di corso, alla fine ho pranzato poco senza soddisfazione, per cui ho deciso di sedermi prima a tavola. Così mi sono ricordata che c’era una bottiglia di bianco in frigo. La bottiglia è veramente fresca e inizio a sorseggiare. Non ho mai bevuto questo tipo di vino, non lo avevo mai assaggiato: produzione veneta.

Ed ecco che mentre le mie papille gustative si esaltano al sapore mi sovviene qualcosa e ricordi si affacciano alla mente. Caspita cosa mi ricorda questo vino? Ma si, il nostro mantonico di bianco. Chi conosce la costa ionica più a sud, sa di cosa sto parlando. Così dopo aver ascoltato la canzone di Vecchioni “Vai ragazzo”( sesta traccia del suo ultimo album L’INFINITO), un inno alla sua, ma anche alla mia malcelata passione per gli studi classici con un inno alla vita cantato in greco, con il pensare che SIA dia aiuto a tracciare una linea di confine tra vivere la vita o transitarci dentro e basta. Così mi siedo a tavola soddisfatta bevendo un vino che mi ricorda tanto la mia Calabria e la mia costa greca 😊. BUONA CENA A TUTTI

#vitamia

Racconto la mia giornata di oggi. Alle 7:30 di stamattina mi chiama una mia paziente che purtroppo ha ricoverato il marito in ospedale ormai in condizioni peggiorate. È disperata non sa cosa dovrà fare quando il marito verrà dimesso. Cosa faccio? Telefono io alle cure palliative e chiedo del responsabile Anzi ho il numero diretto del responsabile. Queste situazioni sono particolari e dobbiamo essere in grado di gestirli. Per cui prendo io l’appuntamento per la signora che naturalmente immaginate cosa abbia in testa in questo periodo. Quindi la richiamo la rassicuro che domani può andare in ospedale che il responsabile delle cure palliative l’attende. Dopodiché vado a trovare una coppia di signori anziani che non ce la fa più a camminare e che i figli lavorando non riescono più a portarmi in ambulatorio. Hanno bisogno di assistenza sociale? Che dite facciamo pure quello? Stiamo vicino alle famiglie, stiamo vicino ai problemi delle famiglie dei nostri pazienti. Poi vado ancora a trovare un altra coppia di anziani: il marito in carrozzina e la moglie che si occupa completamente di lui. ( vi aspetto quando sarete anziani o comunque quando starete male). Poi sono passata da una signora che mi aveva telefonato piangendo per il male. Nei giorni precedenti aveva cercato di prenotare gli esami, ma prenotati per luglio. Quindi mi preoccupo di telefonare io per vedere se fosse possibile con la priorità avere l’anticipo della visita e mi hanno risposto che non era possibile ma comunque me l’hanno prenotata per il mese di giugno Perché chissà come si era liberato un posto. Poi sono andata in ambulatorio, rincorsa telefonicamente da una paziente appena dimessa dall’ospedale, che non capiva il foglio di dimissioni. Ancora un paziente, preoccupato per i sintomi che sta avendo in questi giorni, voleva assicurarsi che tutto fosse a posto per la risonanza magnetica per la quale è prenotato ( ho richiesto io l’esame, non l’ho mandato dallo specialista). Insomma verso le 13,00 sono riuscita ad arrivare a casa. Alle 14.30 uscivo di nuovo: sono passata da una paziente amica. Si è vero abbiamo preso il caffè, ( voi quante volte andate alle macchinette?) nel frattempo lei ha avuto modo di farsi ascoltare. Poi sono andata in ambulatorio. Tra una ricetta e una visita e l’altra sono arrivata a casa alle 19.00. Oggi è andata bene. Caspita dovevo passare in banca, dell’assicurazione. Mia figlia domani compie gli anni: sono riuscita a preparare la pizza e la torta che domani vuole portare a scuola! Sto scrivendo mentre la torta si sta cuocendo… https://www.nursetimes.org/i-medici-di-base-sono-del-tutto-inutili-la-deduzione-di-un-medico-pugliese-in-pensione/67684